La legge 28 luglio 2016, n. 154 (cosiddetto “Collegato Agricoltura”) ha previsto l’entrata in vigore dal 25 agosto 2016 delle modifiche al Dlgs 152/2006 (Codice Ambientale) che ampliano il novero dei residui vegetali esclusi dal regime dei rifiuti.

Infatti la legge 28 luglio 2016, n. 154 recante “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale” (pubblicata sulla GU Serie Generale n.186 del 10-8-2016) all’art. 41 prevede sostanziali modifiche all’art. 185 del Dlgs 152/2006 (Codice ambientale). Tali modifiche escludono dalla disciplina dei rifiuti paglia, sfalci e potature da aree verdi, come giardini, parchi e aree cimiteriali o da attività agricole e agroindustriali – così come definiti dall’articolo 184, comma 2, lettera e) e comma 3, lettera a), del Dlgs 152/2006 –, nonché ogni altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso ma solo se destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche o utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche fuori del luogo di produzione o con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

Nello specifico, all’art. 185 del Dlgs 152/2006 sono state apportate le seguenti modifiche:

Vecchio Art. 185 del Dlgs 152/2006

(in vigore fino al 24.08.2016)

Nuovo Art. 185 del Dlgs 152/2006

(in vigore dal 25.08.2016)

<<1. Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto:

f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente ne’ mettono in pericolo la salute umana.

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<<1. Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto:

f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), del presente articolo, la paglia, gli sfalci e le potature provenienti dalle attività di cui all’articolo 184, comma 2, lettera e), e comma 3, lettera a), nonché ogni altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche o utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente ne’ mettono in pericolo la salute umana.

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