Il concetto di bioeconomia e le sue potenzialità di sviluppo

La bioeconomia europea vanta già un fatturato di circa 2 000 miliardi di euro e impiega oltre 22 milioni di persone, che rappresentano il 9% dell’occupazione complessiva dell’EU. Comprende i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della produzione alimentare, della produzione di pasta di carta e carta, nonché comparti dell’industria chimica, biotecnologica ed energetica. Si calcola che per ogni euro investito in ricerca e innovazione nella bioeconomia la ricaduta in valore aggiunto nei settori del comparto bioeconomico sarà pari a dieci euro entro il 2025.

Nel periodo 2014-2020 sono stati previsti €3,7 Miliardi di investimenti nel settore della BioEconomia soltanto dal programma Horizon 2020, di cui:

  • €975 milioni di fondi EU;
  • €2,7 miliardi di investimenti private;

L’uso di residui e sottoprodotti a base biologica è molteplice. Essi possono essere impiegati per la realizzazione di:

  • BioCarburanti e BioEnergie: vengono usati tipicamente materie prime come canna da zucchero, mais, grano, colza, oli da cucina usati o barbabietola da zucchero. L’etanolo è prodotto dalla fermentazione di zuccheri derivanti dale piante usando un processo simile a quello impiegato nella produzione di alcohol, mentre il biodiesel è prodotto convertendo olii derivanti da materie animali o vegetali. Biocarburanti avanzati possono derivare da rifiuti, residui agricoli, materiali non alimentari cellulosici, biomassa lignocellulosica, alghe e colture alimentary.

Nel 2011 ne sono stati utilizzati in Europa 14 Milioni di TOE. Il 77% di questi è Biodiesel, il bioetanolo ha raggiunto quota 21,5% mentre la restante parte è costituita da oli vegetali.

  • Bio-materiali: si stima ad esempio che l’85% della plastica in circolazione nel mercato oggi potrebbe essere sostituita da plastica a base biologica. Nel 2011, sono stati prodotti 3,5 milioni di tonnellate di polimeri a base biologica, in confront ai 235 milioni di tonnellate di plastic prodotta utilizzando tradizionali materie fossili. Alcune stime parlano che la produzione di bio-plastiche possa raggiungere I 12 milioni entro il 2020.
  • Bio-Chemicals: una vasta gamma di prodotti chimici sono attualmente prodotti dalla biomassa. Si va dai prodotti di nicchia di specialità come furfurali e xilosio, ai prodotti di base su larga scala come l’etanolo, acido succinico e acido lattico. Si stim ache il settore raggiungerà il valore di €12,2 miliardi per il 2020. In circostanze favorevoli, tali prodotti chimici di base potrebbero costituire il 38% del mercato.

«L’Europa deve passare a un’economia ‘post-petrolio’. Un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili non è più solo una scelta ma una necessità. Dobbiamo promuovere il passaggio a una società fondata su basi biologiche invece che fossili, utilizzando i motori della ricerca e dell’innovazione. “

Sono le parole di Máire Geoghegan-Quinn, la commissaria responsabile per la Ricerca, l’innovazione e la scienza della Comunità Europea.