Si è soliti associare la cannabis alla marijuana ed ai suoi usi ed effetti: eppure la canapa, un’altra varietà di cannabis con limitati poteri psicotropici, ha avuto nel corso dei secoli completamente altri scopi. Spesso utilizzata per il suo olio, le fibre ed i semi, è comunemente trasformata in prodotti alimentari, cere, resine, stoffa, carta, combustibile, e per la pacciamatura.
Ma è la prima volta che qualcuno la associa alla stampa 3D. E’ il caso di Kanesis, una azienda di Catania, che ha trovato il modo di produrre una plastica ecosostenibile proprio dagli scarti della lavorazione industriale di vegetali, tra cui la canapa. Il risultato è un materiale composito termoplastico, con proprietà riconducibili alle plastiche petrolchimiche convenzionali ma con maggiore resistenza e leggerezza. Il vantaggio competitivo rispetto alle altre tradizionali bioplastiche come la PLA è principalmente il costo di produzione, notevolmente inferiore. E’ così che hanno realizzato il primo prototipo di un filamento per stampa 3D, che permetterà la produzione di oggetti completamente a base biologica, 100% rinnovabili ed al tatto simili al legno.
Questo è soltanto il primo passo per Kanèsis: per loro il futuro riguarda la realizzazione di prodotti – come biocarburanti, carta e biomattoni – direttamente dalla natura, che possano ritornare nel ciclo naturale senza nessuna difficoltà.
Vincitori a maggio dell’anno scorso del contest “Start Up Academy” dell’Università di Catania, il team di Kanesis (tra cui il fondatore Giovanni Milazzo, ingegnere) ha avuto l’opportunità di presentare i loro prodotti al Padiglione Italia di Expo 2015. Attualmente è in corso una campagna di crowdfunding per lo sviluppo di nuovi prodotti.
Kanesis vuole quindi cambiare i nostri modelli produttivi basati sul petrolio: una missione nobile, che sta raccogliendo i primi successi.