La storia di Funghi Espresso

Questa è una storia che racconta l’incontro di tante cose: il Nord con il Sud, l’Europa con l’Asia, la città con la campagna, la ricerca con il lavoro, l’innovazione con la sostenibilità, la fine di un processo con l’inizio di un altro, il fondo di caffè con i funghi.

Questa è la storia di “Funghi Espresso”: un’azienda agricola innovativa, che produce funghi freschi e kit per la coltivazione domestica di funghi, utilizzando come substrato di crescita il fondo di caffè.

Tutto è iniziato alla fine del 2013, quando due ragazzi trentenni,  Antonio Di Giovanni (agronomo, nato in Abruzzo) e Vincenzo Sangiovanni (architetto e laureato anche in Lingue, nato in Campania), decidono di intraprendere insieme questo progetto. Da circa 1 anno, entrambe già stavano lavorando separatamente a questo progetto nell’ambito della ricerca.   Infatti, all’inizio del 2013, Antonio Di Giovanni (agronomo) si era occupato dell’argomento, in collaborazione con il Centro Rifiuti Zero del comune di Capannori (LU) coordinato da Rossano Ercolini, vincendo il Premio Goldman Prize 2013 con il caso studio sul riutilizzo del fondo di caffè in agricoltura, presentato all’interno dello showroom “Il gusto di un caffè sostenibile”, e realizzando il progetto pilota di educazione ambientale “Dal caffè alle proteine”. Contemporaneamente, Vincenzo Sangiovanni (architetto) aveva approfondito lo stesso argomento, svolgendo anche delle sperimentazioni, nell’ambito della sua tesi in architettura sui temi delle serre e delle bonifiche di terreni vicini a discariche.

Così, nell’anno 2014, dall’incontro dei due ragazzi e dal coinvolgimento di un imprenditore giapponese, Tomohiro Sato, interessato a investire in sostenibilità e innovazione in Italia, nasce l’azienda agricola “Funghi Espresso”.

Nell’aprile del 2014 Funghi Espresso riceve il suo primo riconoscimento come “Miglior progetto di qualità” all’interno dell’Incubatore Universitario Fiorentino (Impresa Campus Unifi).

Nel giugno dello stesso anno, Funghi Espresso è stata premiata come startup innovativa, all’interno del Tour delle buone pratiche a Rifiuti Zero organizzato dal Centro di ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori e dall’associazione Zero Waste Italy.

Il 28 ottobre 2014, Funghi Espresso è stata premiata come migliore buona pratica in Toscana, nell’ambito del concorso di idee, “Call for ideas Toscana” in relazione al tema Expo 2015. Il riconoscimento è stato consegnato in occasione dei duecento giorni da Expo 2015 direttamente dal Presidente di Expo Milano, Diana Bianco, e dal Presidente di Explora, Giuliano Noci.

Funghi Espresso ha inaugurato la sua prima sede produttiva nel comune di Capannori (LU) e nel giro di pochi mesi la seconda sede produttiva nel comune di Torre del Greco (NA).

Il modello

Il modello Funghi Espresso imita i processi naturali, basandosi su un sistema circolare di riutilizzo delle risorse.

Il fondo di caffè viene recuperato nei bar presenti sul territorio ad una distanza massima dal luogo di produzione di 20km.

La coltivazione viene svolta in modo naturale senza l’utilizzo di prodotti chimici (concimi minerali e prodotti antiparassitari), in strutture al chiuso, dove sono riprodotte le condizioni ambientali (umidità e temperatura) adatte per le varie fasi di coltivazione dei funghi.

Oltre alla coltivazione di funghi freschi, vengono realizzati anche kit per l’autoproduzione domestica.

Il substrato, una volta esaurita la sua potenzialità produttiva, viene riutilizzato come ammendante organico per l’agricoltura, chiudendo in questo modo il ciclo del caffè. In questo sistema ciclico, gli scarti della città (fondi di caffè) sono valorizzati a livello locale, riducendo l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti e i costi socio-economici che questa comporterebbe. Inoltre, grazie alla produzione locale si crea nuovo reddito in modo sostenibile.

La forza del modello Funghi Espresso sta nella sua replicabilità. Infatti, ovunque vi siano centri urbani (superiori ai 5.000 abitanti), sarà possibile iniziare una nuova unità produttiva locale basata sullo stesso modello. Il concetto innovativo che s’introduce è quello delle Urban Farming, ovvero delle fattorie urbane che recuperano gli scarti della città (fondi di caffè) e li valorizzano in luoghi prossimi alla città stessa. Questo concetto si fonde con l’immagine delle città intelligenti, “Smart-City”, nelle quali la città è vista come un luogo dove si riesce a conciliare la sostenibilità sotto tutte le sue declinazioni (ambientale, sociale ed economica). Questo nuovo modello di città intelligente riguarderà la mobilità, i servizi e soprattutto la gestione dei rifiuti e la sicurezza alimentare. Per questo, Funghi Espresso combina insieme elementi di sostenibilità economica della singola attività produttiva locale, alla sostenibilità ambientale e sociale del territorio dove questa va ad insediarsi, facendo ricadere i suoi vantaggi su tutta la comunità.

Il loro motto è

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma »

come insegna Antoine-Laurent de Lavoisier.

Se si è interessati ad avere maggiori informazioni, è possibile visitare il loro sito web